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mercoledì 19 ottobre 2016

La fisica dei cerchi nel grano

Step 06



Nell'edizione del mese di agosto del 2011 della pubblicazione scientifica Physics World, Richard Taylor, direttore del Istituto per la Scienza dei Materiali dell'Università dell'Oregon, parla di un'analisi oggettiva riguardo uno dei argomenti più controversi dei ultimi decenni: i cerchi nel grano.

Taylor fa notare come il fenomeno dei cerchi nel grano sia cresciuto fianco a fianco con i progressi nella scienza e nella tecnologia, e come la fisica e l'arte siano congiunte in questo nuovo e impressionante modo di fare arte, nato durante il secolo scorso intriso di mistero e che fa leva sull'immaginario collettivo, tanto da essere diventata portatrice di segni di civiltà aliene.

Secondo Taylor, la risposta per i cerchi più complessi sta nella fisica, e probabilmente nell'uso del Global Positioning System (GPS), insieme a laser e microonde (magnetron), oltre che i classici strumenti come funi, pezzi di legno o altri utensili tradizionali.
Le microonde, potrebbero essere usate per piegare in modo particolare le spighe, senza romperle, e questo potrebbe spiegare la velocità e l'efficienza di molti artisti, oltre all'incredibile dettaglio che è possibile realizzare.

Martin Durrani, editore di Physics Wolrd, scriveva a riguardo: 
"It may seem odd for a physicist such as Taylor to be studying crop circles, but then he is merely trying to act like any good scientist – examining the evidence for the design and construction of crop circles without getting carried away by the side-show of UFOs, hoaxes and aliens."
Il sito web Circlemakers, che aggrega oggi un noto gruppo di creatori di cerchi "artificiali", si è prefisso di dimostrare che è possibile riprodurre anche forme complesse nel grano con l'uso di semplici attrezzi e realizzando molte opere pubblicate sul sito.


Logo di Mozilla Firefox, comparso nel 2007 a fini pubblicitari

Articolo originale: Physics could be behind the secrets of crop-circle artists

mercoledì 12 ottobre 2016

La codifica del colore: dal continuo al discreto

Step 03



Un colore è rappresentabile in forma numerica utilizzando un array monodimensionale composto solitamente da tre o quattro elementi grazie ad un modello di colore, ovvero un'applicazione lineare che ci consente di associare univocamente un codice ad un preciso elemento appartenente ad uno specifico spazio dei colori.

Vi sono diversi spazi di colore più o meno densi consistenti in modelli astratti atti a discretizzare una maggiore o minore gamma di colori.

Questi modelli possono essere prettamente matematici basandosi su grandezze fisiche direttamente misurabili grazie alla colorimetria, branca della scienza che si occupa della standardizzazione della misurazione del colore, così da poter associare vari parametri ad un colore attraverso l'operazione detta specificazione del colore.



Un esempio è la codifica RGB: si tratta di un modello di colori di tipo additivo basato sui tre colori rosso, verde e blu.

  • Grano in RGB: (245; 222; 179)


Analoga alla precedente è la codifica HEX che utilizza però anziché la base decimale quella esadecimale.
  • Grano in HEX: #F5DEB3
Vi è inoltre anche la rappresentazione percentuale delle singole componenti di colore.
  • Grano in RGB%: 96%, 87%, 70%


Un'altra codifica è la CMYK  modello di colore detto anche di quattricromia o quadricromia rappresentante i colori per sintesi sottrattiva a partire dal ciano, dal magenta, dal giallo e dal nero.
  • Grano in CMYK: (0; 9; 26; 3)


La HSV maggiormente orientata al punto di vista dell'occhio umano permette di indicare i tre parametri immediatamente visibili di un colore, ovvero la tonalità, la saturazione e la luminosità.
  • Grano in HSV: (39°; 26%; 96%)
Lo spazio di colore può anche essere definito senza ricorrere ad un modello matematico come nel caso della scala Pantone, Ral o altre ancora.


  • Grano in Pantone: meglio approssimato da Pantone 155 C (simile al 96%)

  • Grano in Ral: meglio approssimato da Ral 1015 Colour 

Per ulteriori conversioni in altre codifiche e approfondimenti si rimanda ai siti  Encycolorpedia e FindTheData.